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tempo

gennaio 12, 2012

E lo stesso mi attanaglia nel mattino camminando sulla nebbia, preso dalla fretta.

Cammino veloce, fino a sentir male ai piedi.
Guardando il mondo seduti su di un pullman, presi dalla sicurezza di guardare il mondo in uno non spazio che è quello della partenza e dell’arrivo. Si ha l’impressione che tutto scorra un po’ più lentamente.
Ad esempio le canzoni, sembrano andare lentamente, e sembra ci sia più tempo per ascoltarle.
E non mi preoccupo ancora di cosa farò quando sarò arrivato.
Perché una volta sceso ho paura.
Ma una paura folle, incontrollata.
Quella che fa prudere le gambe, e ti sussurra la fretta.
Per il tempo che diventa adulto, ma che ha le stesse ore, una coperta troppo corta.
Lo spasmo di libertà di chi si libera da un abbraccio.

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